La cipolla in cucina è impiegata nella preparazione di numerosi piatti. Si consuma cotta e cruda: in minestre, pietanze, sformati e condimenti; si aggiunge alle insalate miste e serve a preparare olii aromatizzati; alcune specie si conservano sotto aceto. Una varietà molto conosciuta è la cipolla rossa di Tropea, particolarmente dolce e ricca di sostanze aromatiche. Un’altra, quella di Boretto, piccola, con forma appiattita e buccia sottile, utilizzata in particolar modo dall’insutria conserviera. Le cipolle a seconda della varietà d’appartenenza, possono avere colore e forma diverse, ma tutte sono caratterizzate da un forte odore pungente che imbeve tutto l’organismo, speso non tollerato da tutti. Oltre al suo olio essenziale che le conferisce il particolare odore e sapore, la cipolla contiene zuccheri, sali (calcio, potassio e fosforo) e vitamine; la vitamina C è presente. In terapeutica, questo ortaggio è variamente impiegato: ha proprietà antibatteriche, disinfettanti e decongestionanti; è indicata contro i vermi, la tosse e i depositi d’acido urico.

Lo scalogno è simile alla cipolla, ma i sui bulbi aggregati lo rendono più simile all’aglio. All’esterno ha un mantello di colore leggermente rossastro, mentre l’interno è bianco-violaceo. Come la cipolla, il suo aroma è dovuto al solfuro di allile, lo stesso che assegna al vegetale le diverse proprietà: disintossicanti, diuretiche, fluidificanti del sangue, disinfiammante intestinale, le stesse che caratterizzano la cipolla. All’analisi chimica dello Scalogno di Romagna è risultata la presenza di silicio e selenio, noto antiossidante e di flavonoidi, sostanze ad azione antibiotica. Lo scalogno è ottimo preparato al forno, crudo, ma in particolar modo conservato sott’aceto.