Il finocchio selvatico è originario delle regioni mediterranee dove cresce spontaneo un po’ ovunque, è ora diffuso anche in India e in Estremo Oriente. E’ una pianta erbacea perenne alta tra i 50 cm e i 2 metri. ha un fusto rigido e foglie finissime e filiformi; i fiori sono piccoli e di colore giallo, riuniti ad ombrello; i semi sono allungati, ricurvi e di colore marrone chiaro. Il finocchio selvatico viene consumato in ogni sua parte e la varietà selvatica è più aromatica di quella coltivata.

Gambi e foglie vanno raccolti giovani, prima della fioritura, mentre i semi a maturazione avvenuta quindi in estate tra Agosto e fine Settembre. Sono di facile reperibilità anche direttamente allo stato selvatico, oppure in erboristeria.

I gambi e i semi vengono essiccati ponendoli in sacchetti di carta appesi in luogo aerato, processo che ne intensifica l’aroma, mentre le foglie sono preferibilmente congelate o utilizzate per aromatizzare oli e aceto. Le parti essiccate si conservano in recipienti di vetro al riparo dalla luce.

Nonostante sia tradizionalmente associato ai piatti di pesce, il finocchio selvatico può essere abbinato a insalate e verdure cotte al burro. I fusti si abbinano alla preparazione di pesce al forno mentre i semi vengono abbinati alle carni grasse, rendendole più digeribili. Sono comunque ottimi per insaporire salse, minestre, dolci, pane e focacce, liquori, castagne bollite e olive nere.

I semi sono utilizzati per facilitare la digestione, e per stimolare l’appetito e combattono l’alito pesante. Il finocchio è rinomato come cura per gli occhi arrossato e stanchi e l’infuso, favorendo la secrezione lattea è consigliato alle mamme durante il periodi dell’allattamento.

Non bisogna però abusarne in quanto un uso eccessivo potrebbe provocare convulsioni.