L’aneto proviene dall’Asia Minore ed è coltivato in tutto il sud Europa dove, sfuggito alle coltivazioni di orti e giardini, si è diffuso largamente anche allo stato selvatico. E’ una pianta annuale con sottili foglie filiformi di colore verde, molto frastagliate e profumate anche se la parte più aromatica è rappresentata dai semi. Il suo aroma fresco ricorda il finocchio, l’anice e il cumino, ma in realtà il suo sapore è particolare: dolciastro, ma allo stesso tempo piccante e deciso.

I semi si possono acquistare in erboristeria e si conservano preferibilmente essiccati, mentre le foglie, più aromatiche se consumate fresche, sono reperibili nei negozi di fruttivendolo. Il metodo di conservazione ideale è il congelamento. Grazie alla particolarità del suo aroma non andrebbe abbinato ad altre erbe, ma andrebbe utilizzato da solo. Le foglie fresche tritate insaporiscono minestre e zuppe, formaggi freschi, yogurt e panna acida, bolliti, uova, ma il meglio di sé lo esprime nei piatti di base di pesce, soprattutto salmone, usato direttamente o come ingrediente di salsicce e intingoli per condire la carne, come anche per le patate novelle al forno. Lo si usa per condire il pane e alcune torte.

L’aneto ha proprietà diuretiche e depurative, favorisce la digestione e calma la nausea e le infiammazioni della bocca. L’infuso di semi di aneto è consigliato durante l’allattamento o ai neonati in quanto calma il singhiozzo e le coliche.