Già noto fin dall’antichità, la pianta ritenuta sacra veniva usata per cingere il capo dei poeti, atleti e condottieri vittoriosi e in tutto il bacino del Mediterraneo, dove diffusa, è stato simbolo di pace e vittoria. Proviene dall’Asia Minore e venne introdotta in Europa meridionale dove si diffuse spontaneamente soprattutto nelle macchie della zona mediterranea come pianta ornamentale e come siepe. E’ una pianta sempre verde e perenne con fogli ovali, di colore verde scuro lucido superiormente e opaco sulla parte inferiore con sapore amarognolo e odore pungente e speziato.

Le foglie si possono trovare secche in erboristeria e freschi nei negozi di fruttivendolo. Foglie e bacche possono essere conservate essiccate in barattoli a chiusura ermetica. L’essiccazione può avvenire anche in casa purché le foglie vengono poste in luogo asciutto, ventilato, buio e al riparo da polvere. E’ preferibile raccogliere le foglie più giovani in quanto più ricche di principi attivi.

Utilizzato nei piatti di carne e pesce, insaporisce intingoli, sughi, brasati, arrosti e lessi. Indispensabile nella profanazione di selvaggina e marinate, si usa anche nella cottura di legumi e le sue foglie non mancano mai nei mazzetti aromatici utilizzati per zuppe e minestre oltre che nei patè, nei ripieni e nelle conserve in genere. Ottimo per aromatizzare aceto e salamoia e aggiunto all’acqua per cuocere le castagne lesse o bollire il polpo. Non bisogna eccedere nell’uso e le foglie – che essiccate perdono l’aroma amaro delle foglie fresche – vanno sempre tolte dalla pietanza prima di servire.

L’aloro è curativo per lo stomaco rinforzandone le pareti e proteggendo le mucose gastriche. E’ lenitivo per raffreddori, tossi e bronchiti; il suo olio allevia i dolori reumatici e delle articolazioni e aiuta nella terapia del sistema nervoso. Il decotto di alloro aggiunto al bagno caldo distende e dona sollievo agli arti indolenziti e profuma il corpo.